Dagli Stati Uniti sono arrivate notizie preoccupanti. Sono stati segnalati diversi casi di infezione da aviaria. Il caso più grave è stato quello di uno stabilimento in Texas – uno tra i maggiori Stati produttori di uova – dove sono state abbattute circa 1,6 milioni di galline ovaiole e 337 mila galline più giovani.
Al momento la situazione è sotto controllo ma il virus si sta lentamente diffondendo anche in Europa.
E il perché è presto detto.
Gli allevamenti intensivi sono un luogo ideale per la diffusione di virus come l’aviaria perché qui animali geneticamente molto simili sono costretti a vivere a stretto contatto tra loro.
Oltre al pericolo di trasmissione di virus c’è la probabilità che lo stesso virus, entrando in contatto con diverse specie animali, muti aumentando così la possibilità di trasmissione e infezione ad altri mammiferi.
E questo è un aspetto che, quando si parla di allevamenti intensivi, è molto spesso lasciato in secondo piano.
Eppure è un pericolo concreto per la nostra salute.
Greenpeace, insieme ad altre organizzazioni di settore, ha presentato alla Camera dei Deputati la proposta di legge “Oltre gli allevamenti intensivi”.
Ma non basta. E’ vitale continuare a lavorare per far luce su tutti gli impatti e i rischi dovuti al sistema degli allevamenti intensivi.
Queste fabbriche di carne sono spesso terribili non solo per le condizioni di vita in cui si trovano gli animali e rimangono per loro natura dei luoghi ad alto rischio dove possono proliferare agenti patogeni.
La strada è tutta in salita e che non si potranno cambiare le cose da un giorno all’altro; ma è giusto e urgente avviare una trasformazione del modello degli allevamenti intensivi.
Per questo Greenpeace sta provando a cambiare con ogni mezzo a disposizione – che sia questa informazione, investigazione o proposta di nuove leggi – la situazione.
Greenpeace Italia
Via della Cordonata, 7 00187 Roma